VALENTINO BRAITENBERG, LA VERGINE E I FILOSOFI
pagine 123
formato 135x205 mm
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AUTORE: Valentino Braitenberg, classe 1926, nato e cresciuto a Bolzano. Laureato a Roma in medicina e chirurgia, nella stessa facoltà ha conseguito anche la specializzazione in malattie nervose e mentali. Più interessato alla ricerca di laboratorio che alla clinica, ha svolto ricerche negli Stati Uniti e in Germania. Tornato in Italia, conseguì la Libera docenza in Cibernetica e Teoria dell'informazione e diresse per dieci anni un Laboratorio di Cibernetica presso l'Istituto di Fisica teorica dell'Università di Napoli. Professore al California Institute of Technology, co-fondò e diresse il Max-Planck-Inst.für Biologische Kybernetik di Tubinga, dove è ancora attivo come professore emerito. |
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L’avvio di questo insolito romanzo – a metà fra il conte philosophique ed una prosa monologante/dialogante in grado di coniugare narrazione e riflessione – è nel segno di un realismo magico, dai tratti espressionistici e surreali. Pur non avendolo mai visto prima, una “giovane signora” approccia senza tanti preamboli uno sconosciuto che viaggia portando con sé il suo antico violino. Dopo aver preso insieme una camera d’albergo, essi inizieranno un eccentrico itinerario alla ricerca di una “teoria della coscienza” in grado di spiegare l’“irresolubile mistero” della nostra percezione/comprensione delle cose. Le tappe di questo percorso d’approccio a un sapere unificante li porteranno a incontrarsi, in svariati luoghi (dalla Manica a Gerusalemme), con personaggi ora stralunati e cervellotici, ora animati da autentico proposito di indagare il trait d’union fra soggettività e oggettività, “anima e corpo”, io e mondo universo. I due a lungo interrogheranno e dibatteranno, per giungere poi a prendere atto tuttavia di come, forse, “ciò che interessa sta fra le righe”. In questo caleidoscopico romanzo di Braitenberg – bolzanino, scienziato di fama internazionale e co-fondatore del Max-Planck-Inst.für Biologische Kybernetik di Tubinga – si danno quindi convegno cibernetica e fisica, astronomia e filosofia, musica e religiosità, in una sarabanda di idee e soprattutto provocazioni intellettuali (mai astruse o saccenti, però) che non potranno fare a meno di appassionare il lettore. Si tratta dunque di un testo originalissimo, suggestivo ed oltremodo arguto (a tratti ironico, a tratti irresistibilmente comico) che ti avvince, ti intriga, e in particolare ti obbliga a pensare cose che non avresti mai considerato, sommergendoti di domande più che di risposte, spalancando uno scenario di questioni insieme fisiche e metafisiche, serie e spassosissime. Francesco Roat
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