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Incontro con Luigi D'Ambrosio

Incontro con Luigi D'Ambrosio - TRAVEN BOOKS / ALPHA BETA
di Carla Spiller
 

 

 

Il professor Luigi D’Ambrosio, docente di lettere a Bolzano in diverse scuole di ordine e grado, ha composto negli anni della sua vita bolzanina una serie di poesie che questa casa editrice pubblicherà a breve, con il titolo “La libertà è nuda”. Il volume, pieno di ardore e di coraggio civile, è il frutto delle sue riflessioni critiche nei confronti del sistema politico, etico, sociale sudtirolese, nei confronti del quale egli formula con il linguaggio aspro e triste della sua poesia   accuse precise e mirate di apartheid e di razzismo. Lo spaesamento ed il disagio in Alto Adige esistono e sono stati creati ad hoc da tutta una serie di regole scritte e non scritte che hanno dato luogo  a divisioni, ingiustizie e privilegi che la ricchezza ha ricoperto di una patina di lussuoso benessere. Il professor D’Ambrosio ora vive e lavora a Francoforte, nel cuore della Germania, dove insegna in un liceo bilingue tedesco-italiano, dove viene applicata in pratica la tanto famigerata “immersione”, quella proibita (e avversata da tanta parte politica!) per intenderci dall’articolo 19 dello Statuto di Autonomia. Esule nell’animo, paradossalmente in un contesto più aperto e plurilingue del nostro, egli continua a confrontarsi con i temi ed i problemi che permeano le sue poesie: il rispetto dell’identità, l’ uguale dignità dei cittadini, la società etnocentrica e razzista, le battaglie di un gruppo a svantaggio di un altro, la divisione e le distanze fra i gruppi, una società fintamente bilingue, fatta da persone che si sono formate in scuole monolingui.

 

 

Spiller: Professor D’Ambrosio, a Francoforte Lei insegna in un liceo bilingue. A Bolzano questo tipo di esperienza didattica non è possibile, né come docente né come alunno. In un modello di scuola plurilingue, che non è importabile da noi,  bisogna che i due o più idiomi abbiano pari dignità e vengano posti sullo stesso piano come importanza. E’ degno di una società evoluta e non legata ad antichi schemi di tutela assoluta della propria identità e quindi di chiusura il rifiuto di una scuola di questo tipo ?

 

D’Ambrosio: La risposta è chiaramente no. Ma nel nostro contesto bisognerebbe evitare che gli studenti di una struttura scolastica plurilingue fossero attratti solo ed unicamente dall’aggregazione al gruppo linguistico dominante e più prestigioso. Nessun plurilingue, tranne pochissime eccezioni, si dichiara italiano. Il problema esiste. Se si vuole un futuro plurilingue va tutelato il plurilinguismo e ogni valore aggiunto rispetto al monolinguismo. Si devono creare cittadini sudtirolesi e non solo numeri per la proporzionale da aggiungere a chi ha già tutto. Pari dignità e rispetto cominciano dalle piccole cose e dalla scuola.

 

Spiller: Si parla tanto dei vantaggi del plurilinguismo sulla formazione di un giovane, di un’educazione scolastica e culturale impartita in lingua diverse. Quali sono le sue conseguenze sullo sviluppo e sulla crescita psicologica e intellettuale di coloro ai quali viene impartita?

 

D’Ambrosio: Lo vedo con mia figlia e con i suoi compagni di scuola. Significa vedere la realtà, comunicarla, interpretarla con un bagaglio personale di conoscenze e di possibilità di espressione superiori a quelle degli altri ragazzi. Il bilinguismo ha caratterizzato le migliori epoche della storia dell’umanità. Si è più aperti e si vive meglio. Conoscere, sapere, esprimersi in tanti idiomi diversi, rende migliori, più aperti al mondo, più tolleranti. Devo dire che i ragazzi bilingui che conosco, i miei alunni ed altri, sono estremamente attenti ai fenomeni di razzismo, di segregazione, di discriminazione. Non accettano e si impegnano di conseguenza. Pensi che durante la campagna elettorale per le regionali d´Assia, i ragazzini di quinta sono usciti da scuola ed hanno scarabocchiato dei manifesti dell’estrema destra che mostravano una pecora bianca che cacciava una nera.

 

Spiller: In Alto Adige i dati sul bilinguismo sono sconfortanti. Gli italiani non hanno mai saputo il tedesco e da parte tedesca si assiste ad un analfabetismo cosiddetto di ritorno. Si spendono miliardi per questa causa ma un bilinguismo reale non esiste. La si vuole veramente una società bilingue che darebbe dignità e pari opportunità anche al gruppo italiano o il sistema politico preferisce reggere questa finzione?

 

D’Ambrosio: Questo è il punto dolente. Anche i politici e gli intellettuali italiani dell’Alto Adige mandano i figli alla scuola tedesca. Evidentemente non ritengono la scuola italiana in grado di garantire ai propri pargoli un futuro positivo e una conoscenza adeguata della seconda lingua. Seconda lingua, non un idioma straniero ed alieno. Si assiste ad una voglia esagerata o di resistenza in toto all’altro o la rincorsa ad una veloce assimilazione che mostrano, entrambe, una triste, evidente, scarsa conoscenza della ricchezza delle lingue e delle culture alpina, italiana, tedesca, parti compatibili di un tutto europeo che vorremmo creare e non elementi antitetici ed in conflitto. Kant e Galileo debbono e possono convivere e fondersi. La lingua non è espressione di valori etici o di una superiorità culturale o razziale. E’ comunicazione e comprensione.

 

Spiller: Le sue poesie, di raffinata e pur  efficace fattura, non contengono solo un forte messaggio di critica, ma sono anche cariche d’amore: per sua figlia, per le donne, per gli amici, per la natura e per l’Alto Adige. Il tanto amore per questa terra ed il profondo disagio che una persona sensibile ed estremamente qualificata professionalmente  prova lo hanno indotto a trasferirsi. C’è e se c’è  qual è la strada per mutare lo stato delle cose?

 

D’Ambrosio: Potrà cambiare qualcosa solo se si farà un bagno di umiltà generale e si avrà il coraggio di dire la verità riguardo a quello che succede in questa terra. A chi giova se italiani e ladini scompariranno? E’ tollerabile un potere politico assoluto ed onnipresente che si esprime persino in umilianti pellegrinaggi mattutini al cospetto del Principe?

 

 

 

 

12/03/2008 commenti (0)