Distribuzione Italia / Vertrieb Italien: ediQ distribuzione

ALPHA & BETA

N.B.

BUONE FESTE FROHE FEIERTAGE

In vetrina / Schaufenster

Lorenzo Toresini I CONFINANDANTI 366 pp. ISBN 978-88-7223-107-4 € 25,00 © 2008 by Edizioni alphabeta Verlag Una famiglia particolare, un ramo veneziano ed un ramo austriaco. Due viaggi paralleli di protagonisti che non si conoscono, che si incontrano ma non sanno e non sapranno mai quanto le loro discendenze saranno un giorno destinate ed intrecciarsi. Persone vive che escono dal letargo del passato, si muovo, sentono, pulsano, amano, odiano, trasgrediscono.

Home > Recensioni / Rezensionen > La magnifica bestia (3)

La magnifica bestia (3)

Maria Pina Ciancio

 

La “curvatura” del segno in Anna Maria Farabbi - Maria Pina Ciancio

Dicembre 19, 2007

Ho ricevuto da qualche giorno il nuovo libro di Anna Maria Farabbi, una silloge bilingue (italiano/tedesco) che vive nel solco della presenza e della continuità. La magnifica bestia. La sostanza, la discrezione, la misura delle parole. Una parola impastata di fisicità e anima. Quasi masticabile. Quasi pane “mollica del pane” che accoglie. Pasta che lievita e che ci lievita.
Colpisce ancora questo suo verso fatto di pieni e vuoti, di pause e sospensioni. Di ospitalità e accoglienza. Di invocazioni alla “madre”. Di preghiere e appartenenza. Di umiltà e fede. Di gioia “tessendo il baratto”.

Anna Maria Farabbi si racconta così:

Sono presenti in me:
quel bambino cieco, privo di braccia a causa della guerra, che sta leggendo con le labbra, fotografato da David Seymour (Roma 1948), e Jean Dominique Baudy che, non sapendo arrendersi alla malattia, scriveva con le palpebre. Uno mi insegna a leggere e l’altro a scrivere. Entrambi, contemporaneamente: la preziosità del ricevere e l’estenuante pratica di ogni relazione, la profondità del sentire e la parsimonia, cerimonia, del segno.

La curvatura del segno in Anna Maria Farabbi (frammenti di versi):

Trema ogni volta che nomino il cuore
Lo pronuncio non dalla bocca
ma dall’ombelico

dentro cui vive
(p.21)

Ho trovato la matria …. la falda acquifera
l’odore nuovo il suono respirando zitta:
la magnifica bestia nella mollica
(p.37)

Per le cose che sai
barcollo fin dentro casa.
Che manca di tetto e pavimento: è il me

profondo
(p.55)

Porto con me la bestia e la foresta intera
battendo la mia pelle di tamburo.

Il dolore è basso. Cammina
dentro le piante dei piedi.
Mi brucia la pancia.
(p.63)

Le mie ginocchia sono in terra.
C’è molta terra
nelle mie ginocchia. Sono scesa

per sorellanza. Non per stanchezza
interiore.
(p.101)

Comunque sia ovunque
è in terra con me: presente
il fatto è questo.
Vicina o lontana non conta.
(p.103)

Ecco, in Anna Maria Farabbi la poesia si fa nutrimento, sacralità aperta e riconosciuta. Atto d’amore. Respiro lungo. Futuro e memoria. Volontà di cogliere/raccogliere (porgere) trattenere e custodire. L’attimo, un sentire, un fluire. Ascolto silenzioso di un guardare senza occhi “con il corpo intero”.

“Odoro più di una fitta primavera eretica tra le narici buie
della magnifica bestia”

Maria Pina Ciancio, 17/10/07

Anna Maria Farabbi, La magnifica bestia (Das Prachtige Wilde Tier), disegno di copertina di Stefano Bicini, Travenbooks 2007

10/04/2008 commenti (0)